Il governo francese studia il sardex

Una commissione interministeriale francese studia le valute locali complementari.

Sardex.net, considerata fra le migliori realtà europee, è oggetto di studio da parte del Governo Francese sulle opportunità offerte dalle valute locali: ne parla  Agir “pour une écologie qui crée, qui agit, qui construit, nota rivista francese di stampo ambientalista che ne sottolinea, fra l’altro, l’importanza come strumento per un’economia di transizione ecologica.

Nel febbraio del 2014 il Governo Francese affidò a Jean-Philippe Magnen, vice presidente EELV Pays de Loire e consigliere comunale responsabile per tredici anni di SSE a Nantes, uno studio sulle valute locali complementari. Assistito dall’alto funzionario Christophe Fourel e dal filosofo e fondatore dell’ecologia politica André Gorz, Jean-Philippe Magnen ha iniziato un’ampia panoramica delle numerose iniziative che circondano queste valute alternative.

Jean-Philippe Magnen-Sardex.netL’interesserecente ma reale – suscitato in Francia probabilmente riflette la volontà degli attori locali di cogliere nuovi strumenti economici per i cittadini anche per promuovere lo sviluppo locale sostenibile (tra cui in particolare l’imperativo di una transizione ecologica) ed intensificare il senso d’appartenenza al fine di rafforzare la coesione sociale sul territorio.

La missione, originariamente prevista per fine giugno, è prorogata fino ad ottobre. Questo dovrebbe consentire di approfondire alcuni aspetti per quanto riguarda le leggi e le sue attuazioni, come il chiarimento delle questioni legali e fiscali (IVA) in caso di un uso diffuso di tali iniziative nei territori.

Si studieranno anche i casi più avanzati di valute locali come quella del Comune di Bristol (Bristol Pound) e del  Circuito di Credito Commerciale Sardex.net in Sardegna.

Jean-Philippe Magnen conclude con un interessante riflessione:

Ogni giorno in tutto il mondo più di 4000 miliardi di dollari vengono scambiati sui mercati, con il 98% per il solo mercato speculativo. L’offerta di moneta al servizio dell’economia reale è del 2%.

“Al di là di una ridistribuzione necessaria di risorse finanziarie e fiscali verso la transizione ambientale attraverso le imposte sulle transazioni finanziarie o imposte ambientali, la revisione del sistema monetario merita anche di essere al centro della trasformazione ecologica e sociale della società. E’ giunto il momento che i cittadini reclamino strumenti monetari per sostenere le attività che ritengono ambientalmente e socialmente rilevanti. Quando la valuta dominante incoraggia gli attacchi contro l’ambiente e contro l’umanità, le valute alternative portano in sé il seme per un miglior comportamento ecologico e sociale futuro.

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